Il capo degli ingegneri Michael Leiters parla in esclusiva della nuova supercar

Dice il vecchio adagio che in Italia siamo tutti commissari tecnici della Nazionale. Vero, in massima parte. Ma c’è un pezzo di Paese – noi appassionati di automobili, saremmo – per cui bisognerebbe coniarne una parafrasi: noi siamo tutti direttori tecnici della Ferrari. Uno solo, nostro malgrado, quel lavoro lì lo fa sul serio. Si chiama Michael Leiters e ha appena progettato uno dei modelli più importanti nella storia del Cavallino: la SF90 Stradale, prima ibrida plug-in di serie del marchio, prima, volendo fare i venali, a trarre il dado e superare il Rubicone dei mille cavalli.

Con l’ingegnere tedesco avevamo parlato già in occasione del numero di agosto di Quattroruote, ma vista la rilevanza del modello siamo tornati sul tema. Con una sacrosanta conversazione super-tecnica.

Ingegner Leiters, perché avete deciso di lanciare il plug-in su una supersportiva e non su una granturismo?
Perché per noi il motivo più importante dell’introduzione dell’ibrido ricaricabile era aumentare le prestazioni. L’obiettivo di fare una supercar di gamma da mille cavalli con le prestazioni della SF90 ci ha portati a fare scelte tecniche molto precise: quella del V8 turbocompresso, quella della trazione integrale elettrica, che ci dà maggiore guidabilità, maggiori performance, ma anche maggiore piacere di guida. Con questo progetto abbiamo peraltro soddisfatto quei clienti che vogliono muoversi in ambito urbano a zero emissioni. E a proposito di clienti, ci aspettavamo un riscontro positivo, ma lo definirei addirittura sorprendente.

Di quanto cresce, esattamente, il peso, con la parte elettrificata del powertrain?
In totale di circa 270 chilogrammi, considerando batterie, cavi, inverter: tutto il sistema. Tenete presente due aspetti: uno è il peso in assoluto, che vogliamo contenere il più possibile. Per questo abbiamo lavorato sull’architettura, inserendo il carbonio anche in funzione strutturale. Il secondo è il sistema Rac-e, che per noi rende la macchina agile come se pesasse 220 chilogrammi in meno: in questo valore abbiamo quantificato il guadagno equivalente garantito dai nuovi sistemi elettronici di controllo della dinamica di guida.

Il Rac-e, in definitiva, ci garantisce di migliorare sotto due aspetti fondamentali per la Ferrari: le prestazioni, perché ci permette di accelerare più forte, e il piacere di guida, perché consente fasi più efficaci di ingresso e di uscita di curva.

fonte quattroruote.it